GENNARO ESPOSITO: giocare a tombola mangiando la pizza

Sono andata da Gennaro Esposito a scoprire che si può restare fedeli alla tradizione e al folklore con garbo. Un locale vestito di semplicità con una bella storia da raccontare.
Il ristorante nasce a Torino nel 1994 da un’idea di Walter Picariello e si fa conoscere in breve tempo per la capacità di proporre una pizza buona e fedele all’antica tradizione napoletana.

Mario Firpo, ingegnere napoletano con la passione per la ristorazione, assaggia la pizza di “Gennaro” e decide di esportarla a Milano. Mario apre la pizzeria in Via Orti, angolo Via Della Commenda, con la stessa insegna, ma con uno stile diverso, semplice e garbato, con richiami di stampo partenopeo ma senza eccessi.


No a icone ridondanti quali idoli del calcio, attori o amuleti, si alla smorfia napoletana e alla tombola.
I colori predominanti del locale sono il rosso,il bianco e il nero; la smorfia è rivista in chiave contemporanea attraverso le illustrazioni dei tavoli di vetro che sono accompagnate da numeri e didascalie in italiano, napoletano e inglese.
Le luci sono calde e per le lampade sono stati utilizzati i cesti del “panariello” della tombola napoletana.
Biglietti da visita, menù, tavoli, pareti e persino tovaglioli di carta, tutto è incentrato sulla numerologia e sulla tombola.

Il menù è tipicamente partenopeo, in elenco una vasta scelta tra antipasti come zucchine alla scapece, fiori di zucca in pastella, impepata di cozze, parmigiana di melanzane e primi piatti, pastasciutte e pasta con le vongole, friarielli e ovviamente la pizza.
Largo alla tradizione, l’impasto è morbido e ben lievitato, forse un po’ pallido per i miei gusti, gli ingredienti sono di qualità.
Unica obiezione alla cottura appunto, ma Mario mi ha spiegato che è una scelta e una richiesta precisa della clientela. Nulla è irreversibile comunque, chiedi e ti sarà dato, e io ho chiesto una pizza ben cotta, anzi due.

Cosa ho mangiato?


“Gennaro”, una salsiccia e friarielli rivisitata in chiave mare e monti, con il polpo al posto della salsiccia e i pomodorini del Piennolo.

“Alice” pizza bianca con fiori di zucca e ricotta di bufala.

Voto la rossa con i friarielli, ma dato che alla tradizione non so resistere ordino anche una Margherita (€ 7,00) così il quadro è completo. Ed è un quadro bello e buono, naturalmente.

Per finire i dolci, dal babbà ai cannoli, il tiramisù e meravigliosi tartufi gelato. (€ 4,00).

L’esperienza con Gennaro Esposito mi ha ricordato quanto sia importante restare fedeli a se stessi, sapersi distinguere nel parterre delle pizzerie oggi non è semplice ma il locale a mio avviso tiene testa ai grandi nomi della concorrenza.
E poi io e Gennaro Esposito abbiamo una cosa in comune oltre la pizza, non siamo davvero chi diciamo di essere.

GENNARO ESPOSITO
Via della Commenda 43
02 49463277

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